Giornata della Memoria: Castelfranco Veneto e la storia degli ebrei stranieri internati

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Giornata della Memoria: Castelfranco Veneto e la storia degli ebrei stranieri internati

In occasione della Giornata della Memoria, è importante ricordare non solo i grandi eventi della storia europea, ma anche le vicende che hanno attraversato i nostri territori. Domenica, al Teatro Accademico di Castelfranco Veneto, è stato presentato il libro “Ebrei stranieri a Castelfranco Veneto” di Silvia Banni, Maria De Santi e Giorgio Romanello, un’opera che restituisce voce e dignità a storie spesso dimenticate.

Castelfranco Veneto durante la Shoah

Tra il 1941 e l’armistizio dell’8 settembre 1943, Castelfranco Veneto fu uno dei luoghi di destinazione per persone di origine ebraica che erano riuscite a fuggire dai territori sotto il controllo nazista. Queste persone vissero in regime di internamento libero, una condizione che prevedeva il controllo da parte delle autorità di pubblica sicurezza, forti limitazioni agli spostamenti e la possibilità di essere trasferite o rimpatriate.

Una situazione che generava insicurezza, precarietà e isolamento, spesso lontano dagli affetti e con risorse economiche molto limitate. Una quotidianità segnata dall’attesa e dalla paura del futuro.

Un libro tra ricerca storica e memoria collettiva

Il volume presentato al Teatro Accademico nasce come condivisione pubblica di un approfondito lavoro di ricerca storica. La ricostruzione delle biografie degli ebrei internati a Castelfranco Veneto è stata possibile grazie a fonti d’archivio, documenti familiari e testimonianze dirette di residenti dell’epoca.

Partendo da un’analisi della Shoah in Italia e in Europa, il libro restringe progressivamente lo sguardo sul territorio castellano, dimostrando come la grande storia abbia inciso in modo diretto e spesso drammatico sulle vite dei singoli individui.

Le domande della storia

Chi arrivò a Castelfranco Veneto?
Da dove provenivano queste persone?
Come reagì la popolazione locale al loro arrivo?
Come vissero gli anni dell’internamento?
E cosa accadde dopo l’8 settembre 1943 e al termine della guerra?

Il libro cerca di rispondere a queste domande ricostruendo l’intera trama delle vite degli ebrei stranieri assegnati a Castelfranco, restituendo un quadro umano e storico di grande valore.

Ricordare per comprendere il presente

L’indagine sulle loro vicende ha permesso di portare alla luce il travaglio vissuto per sopravvivere alla persecuzione, ma anche la forza di ricostruire legami, relazioni e un senso di casa dopo la distruzione.

Ricordare la Giornata della Memoria significa anche questo: riconoscere che la storia passa dai luoghi che abitiamo ogni giorno e che la memoria è uno strumento fondamentale per costruire una società più consapevole e giusta.

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