Sanità pubblica a Castelfranco: difendere l’ospedale e garantire cure per tutti
Sanità pubblica a Castelfranco: difendere l’ospedale e garantire cure per tutti

Mi batterò per una sanità pubblica che funzioni davvero, capace di garantire cure di qualità senza lasciare indietro nessuno. La difesa dell’ospedale di Castelfranco è una priorità per il nostro territorio e per tutta la Castellana.
Per anni, il nostro ospedale è stato un punto di riferimento sanitario per un bacino di oltre 100.000 persone. Fino al 2016 era un ospedale generalista, con circa 300 posti letto, in grado di offrire un’ampia gamma di prestazioni e di rispondere ai bisogni di salute della popolazione.
L’arrivo dello IOV e le conseguenze sull’ospedale generalista
Nel 2016 la Regione Veneto ha deciso di trasferire a Castelfranco lo IOV – Istituto Oncologico Veneto, un’eccellenza riconosciuta nella ricerca e cura dei tumori. Una scelta importante, ma che nel tempo ha prodotto effetti negativi sul resto dell’ospedale.

Per fare spazio alle strutture dello IOV, reparti fondamentali per i cittadini sono stati progressivamente ridotti o chiusi. Sono stati smantellati ortopedia, pediatria e lungodegenza. Altri reparti, come gastroenterologia, urologia ed ematologia, sono passati sotto la gestione dello IOV, con una drastica riduzione delle prestazioni non oncologiche.
Un ospedale sempre più in difficoltà
Questa riorganizzazione ha innescato un vero effetto domino. Anche reparti che non hanno alcun legame con l’oncologia — come ostetricia, chirurgia generale, medicina interna e pronto soccorso — stanno perdendo capacità operativa e lavorano oggi in condizioni di grande difficoltà.
La chirurgia generale, inoltre, risulta ancora indicata come “provvisoria” nei documenti ufficiali. Una situazione che genera incertezza e penalizza sia il personale sanitario sia i cittadini.
Il futuro incerto dello IOV a Castelfranco
C’è poi un rischio di cui si parla troppo poco: non esistono garanzie sulla permanenza dello IOV a Castelfranco. Dopo nove anni, alcuni reparti previsti non sono ancora stati attivati. Nel 2032 è prevista l’apertura del nuovo ospedale di Padova Est, e da tempo si parla della volontà di riportare lì le attività dello IOV.

Le delibere regionali definiscono infatti la presenza dello IOV a Castelfranco come temporanea, di breve e medio periodo. La Regione non ha mai voluto rendere questa scelta definitiva. Il centrodestra sostiene che l’attivazione della radioterapia basti a “blindare” lo IOV, ma un solo reparto non garantisce il futuro dell’istituto. A Schiavonia, ad esempio, esiste una radioterapia dello IOV senza altri reparti: lo stesso scenario potrebbe ripetersi anche qui.
Il rischio concreto è che resti solo la radioterapia, mentre gli altri reparti vengano trasferiti, lasciando un ospedale generalista sempre più svuotato.
Project financing e rischio privatizzazione
Esiste infine un pericolo ancora più grave. Nel 2032 terminerà il project financing, un’operazione da circa un miliardo di euro che ha indebitato il sistema sanitario per oltre 25 anni. Alla fine di questo periodo, l’ospedale potrebbe diventare una facile preda della sanità privata.
Su questi temi, la giunta regionale guidata dalla Lega non è mai intervenuta in modo chiaro e risolutivo.
Ricostruire l’ospedale e difendere la sanità pubblica
Per questo è necessario ricostruire e rafforzare l’ospedale di Castelfranco. Serve ripristinare i reparti smantellati, garantire in modo chiaro e definitivo la presenza dello IOV e difendere con forza la sanità pubblica, perché il diritto alla salute deve restare universale e accessibile a tutti.
