Venezuela, Stati Uniti e futuro della sinistra: conseguenze politiche e scenari globali
Venezuela e Stati Uniti: conseguenze politiche e scenari futuri

Capire fino in fondo le dinamiche dell’attacco USA al Venezuela richiederà tempo. Molto più rapido, invece, sarà comprenderne le conseguenze politiche ed elettorali, sia in America Latina sia a livello globale, dove l’intervento statunitense sta già producendo effetti rilevanti.
Nel breve periodo, la destra potrebbe trarre vantaggio dalla situazione in Colombia, un Paese storicamente conservatore. In Brasile, però, lo scenario appare diverso. Nel lungo periodo, la sinistra sudamericana potrebbe persino beneficiare dell’uscita di scena di Nicolás Maduro, figura sempre più divisiva anche per l’area progressista.

Negli Stati Uniti, l’impatto elettorale sembra limitato. La maggioranza degli elettori ispanici ha origini messicane o portoricane e non vive quanto accade in Venezuela come una questione centrale.
Perché il Venezuela era un obiettivo “facile” per gli USA
Il Venezuela rappresentava un obiettivo accessibile per gli Stati Uniti per tre motivi principali:
la vicinanza geografica, la logistica favorevole e la debolezza del consenso interno al regime.
Non si può escludere che parte dell’élite venezuelana abbia cercato una via di sopravvivenza politica, magari attraverso un riassetto del potere e nuove alleanze.
Situazioni come Cuba non presentano le stesse condizioni. Il Brasile, se analizzato con attenzione, non ne presenta praticamente nessuna.
Diritto internazionale e assenza di una visione politica
Dal punto di vista europeo, il problema non riguarda tanto la presunta “fine del diritto internazionale”.
In realtà, il diritto internazionale non ha mai avuto una vera forza coercitiva, perché manca un potere globale capace di imporlo.
La questione centrale è un’altra: l’assenza di una visione politica per il futuro.
Si continua a discutere di ciò che era ieri o di ciò che non funziona oggi, senza lavorare seriamente su come tutelarci domani.

Come europei — e prima ancora come comunità globale — dovremmo trarre una lezione chiara:
degli Stati Uniti non possiamo fidarci, nemmeno con i democratici al governo, finché l’alternativa resterà il trumpismo.
Cosa può fare oggi il campo progressista
Dal mio punto di vista di cittadino progressista impegnato, non esistono soluzioni semplici.
Non esistono formule del tipo: “vota questo e tutto tornerà a posto”.
Quello che appare evidente è un altro punto.
Se i progressisti non iniziano a mettere da parte l’orgoglio ideologico personale, non avranno alcun potere reale.
Mettere da parte l’orgoglio significa anche non demonizzare chi sceglie l’astensione, per stanchezza o disillusione.
Significa accettare la realtà, capire gli interessi concreti delle persone comuni e individuare valori irrinunciabili su cui costruire l’azione politica.
Solo così sarà possibile influenzare il corso degli eventi e costringere i rappresentanti politici — socialisti o liberali — ad agire con coerenza.
Una lezione da non ignorare
La destra ha trovato in Donald Trump un interprete diretto delle aspettative del proprio elettorato.
Quel modello si è poi diffuso altrove.
La sinistra, intesa in senso ampio — liberale, socialista, verde o anarchica — non può permettersi di aspettare un salvatore.
Per tutte queste ragioni, condanno fermamente l’attacco degli Stati Uniti al Venezuela.
Rappresenta un ulteriore segnale della fragilità dell’ordine internazionale e dell’urgenza di una risposta politica autonoma e credibile.
